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Diario


21 febbraio 2007

Go tell mama, i'm for obama




"...Yet even as we speak, there are those who are preparing to divide us, the spin masters and negative ad peddlers who embrace the politics of anything goes. Well, I say to them tonight, there's not a liberal America and a conservative America — there's the United States of America. There's not a black America and white America and Latino America and Asian America; there's the United States of America...."

Barack Obama
Keynote Address at the 2004 Democratic National Convention

www.barackobama.com




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10 febbraio 2007

La dimensione della Sinistra Giovanile abruzzese nella sfida del Partito Democratico

Robert Kennedy riteneva che fosse necessario per i giovani avere una visione di mondo da costruire comune, un mondo fatto di stati indipendenti volti alla costruzione di una grande comunità internazionale, un mondo in continuo sviluppo economico e di benessere. “Dovrebbe essere – diceva Kennedy- un mondo della cui costruzione potremmo andare fieri.” Mai come oggi queste parole risultato di rilevante attualità. Nell’agire politico quotidiano spesso noi giovani ci troviamo imbottigliati in una incapacità sostanziale di concorrere alla costruzione del mondo. Pur ammettendo eventuali e sporadiche buone scelte delle amministrazioni, tese a migliorare il sistema Paese, il sistema Europa e poi il sistema mondo. Basti pensare a Porto Alegre, Lisbona e Bologna. Spesso ci sentiamo distanti e consapevolmente estromessi dal governo di questi processi. Non a caso i giovani, anche quelli che cercano di stimolare costantemente la partecipazione della generazione, avvertono un costante senso di inadeguatezza e di angoscia, che fa apparire anche quelle grandi scelte, come delle inutili utopie preposte e senza un serio progetto che vincoli i Paesi ad un reale perseguimento dei programmi. In due parole, a molti giovani sembra di essere costantemente all’anno zero. E’ un senso comune che si avverte nel quotidiano delle nostre province, nelle grandi città, nei luoghi di aggregazione e nei luoghi del sapere. Si rifletta su quanta poca voglia ci sia di mettersi in discussione e di quante poche energie riescono a stimolare anche quei soggetti che vogliono discutere. Il compito dei ventenni di questo decennio è quello di restituire ai tanti giovani gli ideali e la speranza che sia ancora possibile cambiare il sistema di cose. E’ necessario per i ventenni guidare i processi di cambiamento, avviare dei dibattiti trasversali capaci di far sentire parte di un’identità plurale e mai circoscritta, l’intera generazione. Certo non è verosimile quello che certa letteratura politica sostiene ovvero che esista una divisione ben precisa, tra politica e società civile. Non è neanche vero però che la società civile si senta ben rappresentata, e quindi appare verosimile credere che abbia perso gran parte della fiducia nei dirigenti politici. Questa mancanza di credibilità la si avverte ancora maggiormente tra i giovani. Soprattutto quando la politica ne tiene conto solo per sloganismi elettorali o addirittura per criticarne gli eccessi. La nostra generazione è molto critica verso le classi dirigenti, e manifesta il proprio dissenso distaccandosi profondamente da tutto quel che appare riguardare la politica. Che questo poi sia un paradosso non è un attenuante per chi sogna ancora di far politica, bensì deve essere un ulteriore spinta per ricucire lo strappo. Il compito che le organizzazioni giovanili devono assumere è di saldare questo rapporto. L’obiettivo è quindi di concorrere a costruire una solidità generazionale, giovani dirigenti politici capaci di restituire rappresentanza alle giovani generazioni. La Sinistra Giovanile in Abruzzo ha davanti a sè un lavoro molto complesso da svolgere, dopo lo scandalo della Fira e i fatti di Montesilvano, la nostra credibilità è pari a zero. Il rischio è quello di ricadere in logiche interne, di fare blocco sui voti, pensare all’esito di quelle amministrative piuttosto che a quelle di un altro Comune. Noi giovani dovremmo essere in grado di manifestare il nostro dissenso, e da questo trovare una spinta positivista per investire la nostra generazione di una nuova credibilità. E’ giusto porre dei reali interrogativi sull'autocontrollo e l’autogoverno nelle nostre amministrazioni, è necessario affrontare questo dibattito senza distacco. Dobbiamo sentirci parte lesa e non corresponsabili dell’agire politico di alcuni dirigenti. La Sinistra Giovanile abruzzese dovrebbe prendere spunto dalla capacità di altri giovani che vivono situazioni simili nel Paese, che sono stati capaci di fronteggiare problemi incommensurabilmente più gravi dei nostri, dovremmo sentirci collegati a quelli stessi interessi che quei giovani hanno tanto palesemente manifestato di voler difendere e di rendere irrinunciabili. Purtroppo la nostra organizzazione regionale non gode di ottima salute a causa del rocambolesco modo con il quale è arrivata alle soglie del Congresso. E’ bene però essere capaci di compiere un sforzo verso l’unità, di abbandonare, se ce ne sono, posizioni strumentali, e di assumersi ognuno le proprie responsabilità.

Dopo la direzione regionale del 22 Dicembre, ci ritroviamo a governare una Sinistra Giovanile molto più debole. L’ordine del giorno ha sortito un effetto negativo e se da un lato ha palesato una difficoltà di parte dell’organizzazione a gestire la fase congressuale, dall’altro ha reso ancora più arduo(se non in parte compromesso) il compimento di un sereno dibattito che avrebbe dovuto aver luogo durante questo scorcio.

L’imperativo di tutto il gruppo dirigente dovrebbe essere quello di superare la fase di stallo, di mostrare la propria maturità partendo proprio dalle divisioni politiche che se riportate in un dibattito costruttivo avranno la straordinaria possibilità di arricchire ogni singolo compagno.

La nostra proposta è quella di riprendere la nostra discussione sui grandi temi che possono unirci, abbiamo un percorso davanti a noi, molto più complesso di quello congressuale, la costruzione di un nuovo soggetto generazionale. Crediamo che la Sinistra Giovanile regionale, così come è, non è in grado di compiere questo passo. Ma si badi bene, l’incapacità non nasce dalle contraddizioni venute fuori a seguito della Direzione regionale, bensì dalle stesse cause plurali che si sono esplicitate nel documento.

Una Sinistra Giovanile che rischia di non farcela a vincere le sue sfide, perchè manca della propria rappresentanza e progettualità nel mondo universitario, perchè non ha interlocutori nel mondo del sindacato, perchè non è stata capace di disegnare progetti assieme a quel mondo della società civile, con cui si ha il sogno di costruire il partito nuovo, una Sinistra Giovanile che si è troppo aggrovigliata nel discutere di se stessa.

Questo limite non va imputato strumentalmente all’organizzazione regionale, bensì è un autocritica che dovrebbe nascere dai territori.

E’ necessario mettersi in discussione per poter rinforzare il legame e la solidarietà che dovrebbe albergare nel progetto del partito democratico.

L’efficacia della Sinistra Giovanile non si misura unicamente dal regionale, ma da quanta capacità hanno i territori di trainarla. Altrimenti i nostri territori produrranno argomenti vuoti incapaci di sostenere tutta l’azione regionali.

Le risposte a queste mancanze vanno rintracciate nei giovani abruzzesi, in quell’ enorme bagaglio creativo che essi portano con loro, quando scelgono di studiare fuori sede, di accedere ai programmi Erasmus, ai giovani abruzzesi creativi che animano le sale teatrali e le biblioteche. A quei giovani abruzzesi che scelgono di scommettere sul proprio capitale creativo e di investire sul proprio talento. Il talento, crediamo che questa organizzazione debba essere investita da una fase di rigenerazione che permei sul talento di ogni suo singolo iscritto. Per aprire un nuovo conflitto con il partito, per saperlo incalzare sui temi ideali, sui temi che oggi ci fanno sentire parte di una grande questione generazionale. Dobbiamo essere portatori sani di interessi nei confronti del partito e delle amministrazioni, interessati in quanto giovani cittadini del mondo. Solo in questo modo le nostre idealità non saranno immobili.

La riconducibilità di ogni iscritto della Sinistra Giovanile deve essere tangibile per strada. Agli occhi di tutti, la nostra organizzazione deve essere un laboratorio di idee, un cantiere di sensi, per quella generazione che è chiamata ad essere classe dirigente. Gli obiettivi sono lontani, per raggiungerli è necessario avviare diverse iniziative capaci di mettere a rete più realtà. La Sinistra Giovanile deve essere soltanto il centro, il cuore, l’anima di diversi interessi generali. Il laboratorio politico di un grande orientamento culturale.

La Sinistra Giovanile sola, non riuscirebbe mai a sostenere quelle sfide che noi abbiamo l’ambizione di voler guidare.

Abbiamo poco tempo, potremmo aver già perso.

Paradossalmente la nostra fortuna è che possiamo costruire tutto insieme, partendo dalle cose più semplici. Cominciando con il tentativo di ricostruire un dialogo sereno tra tutti, che parta dal basso e che sappia investire il gruppo dirigente di un mandato semplice quello di ricercare le fasi e la discontinuità con le quali la nostra Sinistra Giovanile potrà percorrere la strada che ha di fronte a se.

E non è un ruolo riduttivo, il passaggio che questa organizzazione compirà in questo anno sarà cruciale per la sua vita. Ne va del bene che si nutre verso l’organizzazione.

Il lavoro che va svolto nella Sinistra Giovanile è molto importante, è necessario ripensare i suoi organismi, saper trovare delle nuove forme di partecipazione che siano più stimolanti, e sappiamo sfociare in azioni politiche mirate. Per far questo è però necessario saper costruire dei progetti su tematiche politiche che vanno scelte con attenzione e lungimiranza. La Sinistra Giovanile abruzzese deve trovare l’energia per alleggerire il peso e la pianificazione dei suoi organismi e di appesantire la fase di creazione di contenuti e di nuove iniziative.

Rendere la nostra attività accessibile a tutti, saper partecipare a quei momenti di aggregazione che vanno al di fuori del contesto della politica, avviare un dialogo più costruttivo con l’associazionismo, saperne attingere spunti e offrirne di nuovi, discutere e pensare grandi progetti che possono cambiare il nostro territorio ed il modo di vivere dei giovani abruzzesi.

Pensare a degli Atenei che sappiano attrarre la nostra eccellenza, che sappiano formarla, sognare un Abruzzo come luogo di specializzazione. Non più una regione di frontiera e di passaggio. Sviluppare quelle grandi risorse che abbiamo. Il tema è fare dell’Abruzzo una grande palestra dove i giovani possano allenarsi a liberare la propria creatività.

Bisogna avere coraggio, un coraggio che deve farci sentire partecipi di una battaglia più grande, il cui esito potrebbe essere rivoluzionario. Avere la volontà di svelare l’anima della nostra Regione, passando per gli occhi e i sogni dei nostri iscritti. Questo è il progetto di Sinistra Giovanile che dobbiamo condividere.

Il P.C.I. diffondeva l’Unità, noi metaforicamente dobbiamo diffondere la nostra cultura, il nostro entusiasmo. Dobbiamo però prima compiere un processo di identificazione, saper rivendicare la nostra natura, sentirci nuovamente un’organizzazione di massa, portare il dibattito al di fuori della nostra organizzazione, e lasciare la possibilità a tutti di far sognare. Le idealità sono il fulcro del ragionamento politico, e di queste oggi i giovani ne avvertono la mancanza nella Politica. A noi sta tradurre gli ideali della giovane generazione e renderli sogni condivisi.

Il ruolo abruzzese in questo contesto potrebbe essere davvero importante. Avere noi per primi, la capacità e l’elaborazione politica, per raccogliere i sentimenti scollati di una generazione complessa come quella a cui apparteniamo. Non vuol dire solamente erigerci a soggetto di rappresentanza. Vuol dire compiere battaglie per ottenere risultati sul territorio. Pensare a leggi regionali sulle culture giovanili, a lotte insieme al sindacato sul diritto allo studio, al libero scambio di idee e l'accesso alla rete, pensare e riprogettare gli spazi nei quali viviamo la nostra socialità. L’obiettivo della Sinistra Giovanile è quello di dare una dimensione politica al senso di cittadinanza dei giovani.

Il peso specifico di una Regione come l’Abruzzo non è nullo, è enorme, se questo rappresenta l’innovazione, la capacità di affrontare le nuove sfide che accomunano gli interessi di tutta l’organizzazione nazionale. In questo modo sapremmo meritare e riconfermare i ruoli dirigenziali che chiediamo che ci vengano affidati.

Dobbiamo contaminare la politica dell’organizzazione nazionale, cercando di rigenerarla.. Il tema è restituirle dinamismo e fantasia. Dobbiamo sviluppare un senso di appartenenza maggiore e cercare di riportare e condividere il più possibile le scelte che il nostro esecutivo compie.

Se ripetessimo l’errore di perpetuare cinicamente la nostra divisione, la Sinistra Giovanile, non solo non sarebbe in grado di costruire nulla, ma non avrebbe neanche la forza di rivendicare la propria identità, in altri termini questo esecutivo che verrà fuori dopo il prossimo Congresso nazionale, non riuscirebbe a rispettare il proprio mandato, cosa che determinerebbe l’estinzione di tutta l’organizzazione.

Il ruolo che i territori dovranno animare sarà questo. Rilanciare il progetto del Partito Democratico. Per non permettere l’estinzione dell’identità della Sinistra Giovanile, sarà necessario guidare la nascita del soggetto generazionale nuovo un passo alla volta. Un processo che se guidato con attenzione ci farà realmente essere l’avanguardia sul partito nuovo. Un avanguardia alla quale non dovremo più appellarci ma sarà implicita nel nostro essere e nel nostro agire. E’ necessario incalzare l’esecutivo nazionale, avviare una discussione politica ampia con gli altri soggetti generazionali, mettere all’ordine del giorno la costruzione del soggetto nuovo. Questa è la battaglia della nostra organizzazione, su questo tema chiediamo alla Sinistra Giovanile abruzzese di ritagliarsi un ruolo realmente decisionale.

Un ruolo che non si riduca nella richiesta di fissare date di scioglimento, ma che invece rappresenti la spinta per convincere tutti i compagni oggi scettici a causa di divisioni interne, troppo spesso riconducibili a quelle del partito.

Solo poi essere capaci di attingere dai giovani all’esterno della nostra organizzazione le diverse istanze che non siamo riusciti a cogliere.

Facciamo in modo che tutta l’organizzazione spicchi il volo, che venga fuori da questo pantano antipolitico e cominci a progettare il suo futuro nella società.

Marco Rapino




permalink | inviato da il 10/2/2007 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 febbraio 2007

Esito congressi

Marco Rapino è stato eletto oggi all'unanimità segretario di Federazione della Sinistra Giovanile di Pescara.

Rapino, ex segretario dell'Unione Comunale, ha incentrato il suo documento congressuale sul  ruolo del soggetto generazionale riformista nella sfida di cambiamento del Paese e sulla creatività della giovane generazione, come strumento per modernizzare.

 “Ringrazio – ha dichiarato il neo segretario – Fabio Monticelli, ex segretario di Federazione, per la possibilità che mi ha offerto, lasciandomi misurare in questa nuova sfida. Spero vivamente di poter ancora fare affidamento dei suoi consigli e della sua capacità nel governo di questa  Sinistra giovanile.”

“Le sfide che abbiamo davanti a noi – ha proseguito Rapino – saranno cruciali per il destino della nostra organizzazione, l'obbiettivo sarà quello di ampliare il nostro dibattito e di portare la nostra immagine al di là dei confini fino ad adesso tracciati”

Nella stessa giornata di oggi, Emilio Longhi è stato eletto segretario dell'Unione Comunale di Pescara.

Emilio Longhi subentra proprio a Rapino alla guida dell'organizzazione cittadina.

“La linea della Sinistra Giovanile – ha spiegato Longhi - cittadina continuerà sulla falsa riga dell'esperienza già tracciata da Marco. Abbiamo il compito di mantenere  i grandi obiettivi raggiunti dalla vecchia segreteria, e di fissarne dei nuovi ancora più stimolanti.”

Al  Congresso della Sinistra Giovanile pescarese, hanno partecipato anche Studenti di Sinistra,  il segretario di Federazione Ds Massimo Sfamurri, l'Assessore Massimo Luciani,il presidente del consiglio comunale Gianni Melilla, il capogruppo Ds al comune Enzo Imbastaro,  il segretario della Camera del Lavoro, Paolo Castellucci.




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